Analisi

Novembre 2020

Le agevolazioni fiscali a favore di famiglie e imprese tendono a crescere di anno in anno in tutti i paesi dell’Unione, rendendo sempre più difficile se non velleitario limitarne il numero o abolirne qualcuna fuori dall’ambito di un quadro organico di riforma del sistema impositivo.

Novembre 2020

Quando l'emergenza sanitaria sarà conclusa il bilancio pubblico italiano dovrà fare i conti con equilibri molto complessi. Da un lato, le spese per investimento dovranno rimanere sostenute se si vuole recuperare e consolidare un auspicabile aumento della crescita economica; dall'altro, le spese correnti (permanenti) relative a settori molto importanti e sacrificati dalle politiche di austerità degli anni passati, come la sanità e l'istruzione, saranno non di poco più elevate di quelle attuali. Tornerà quindi d'attualità la questione dell'evasione fiscale e della sua riduzione.

Novembre 2020

L’imposta di successione è molto antica: il primo ad introdurla fu Augusto con un’aliquota del 5% che si applicava ai lasciti a favore di persone diverse dalla moglie e dai figli del defunto (che erano esenti), lasciti che a Roma erano molto diffusi e che in certa misura rappresentavano un modo per redistribuire la ricchezza; l’imposta quindi poteva fornire un certo gettito, ma di fatto rappresentava anche un incentivo a mantenere il patrimonio in famiglia.  Più tardi Diocleziano, per ragioni di gettito, aumentò l’aliquota al 10% eliminando le esenzioni.

Novembre 2020

La gestione dell’epidemia Covid e le relative polemiche tra Regioni e Governo centrale hanno reso evidente che qualcosa non funzione nel “Federalismo all’italiana”. In realtà si tratta di una riforma fortemente influenzata da un momento particolare in cui l’antistatalismo di principio era senso comune, il che ha influenzato l’elaborazione del Titolo V della Costituzione che andrebbe radicalmente modificato. Per esempio l’art.

Novembre 2020

E’ ormai evidente la difficoltà (incapacità?) dei Paesi occidentali di gestire in modo efficace l’epidemia da coronavirus. Il confronto con i Paesi orientali sia democratici che gestiti da sistemi autoritari è impietoso. Per fare un solo esempio, la Corea del Sud, uno dei Paesi inizialmente più colpiti dal virus, presenta oggi poco più di 100 contagi giornalieri su 51,5 milioni di abitanti, e prevede una riduzione del Pil nel 2020 di solo l’1%.

Ottobre 2020

Pubblicato sul quotidiano Domani il 25-10-2020

di Vincenzo Visco

Ottobre 2020

Il ministro Gualtieri nel confermare le intenzioni del Governo in materia di riforma fiscale, ha precisato che essa sarà attuata in tre anni con apposite leggi delega. Ciò significa che la riforma è stata in realtà rinviata per ragioni di costi (15 miliardi almeno se si conferma l'obiettivo che nessuno debba subire un aumento di imposizione, neanche di 50-100 euro l'anno), e anche per le perduranti divisioni nella maggioranza.

Ottobre 2020

Sul tema della riforma dell’Irpef si sta sviluppando una discussione che, anche se apparentemente tecnica, ha importanti conseguenze sulle politiche distributive, ed effetti economici. La proposta di adottare un sistema di imposizione simile a quello tedesco (funzione continua) viene criticata da Luigi Marattin (Italia Viva) il quale propone invece una sistema a tre scaglioni. Per il normale cittadino non è facile capire la materia del contendere; proviamo a spiegare di cosa si tratta e quali sono le implicazioni.

Ottobre 2020

Sulla riforma dell’Irpef è in corso una polemica nella maggioranza che contrappone PD e Italia Viva, che si oppone al cosiddetto “modello tedesco”, cioè a un meccanismo che consentirebbe a ciascun contribuente di sapere quale è il suo debito di imposta in base ad una (implicita) funzione matematica continua, senza ricorrere al calcolo in base a scaglioni di reddito successivi. Le modalità di calcolo non rappresentano il problema principale della nostra imposta sul reddito funestata da miriadi di detrazioni e deduzioni e dall’esclusione, totale o parziale, dalla base imponibile di intere cat

Settembre 2020

Si è discusso nelle scorse settimane sul modo di intervenire a riformare la nostra imposta personale sul reddito, dividendosi tra i favorevoli all'ipotesi avanzata dal ministro Gualtieri di un prelievo effettuato in base a una funzione continua dell'aliquota media (e implicitamente di quella marginale), e i favorevoli al sistema attuale dell'imposta a scaglioni eventualmente modificati. I sostenitori di quest' ultima posizione hanno in particolare insistito sul fatto che l'imposta continua sarebbe «poco trasparente» in quanto occulterebbe le aliquote marginali.

Settembre 2020

E’ molto difficile che il no al referendum (per quanto fondate siano le argomentazioni dei suoi sostenitori) possa prevalere nel voto del 20-21 settembre. Può quindi essere utile riflettere su alcuni esiti probabili del nuovo assetto da un punto di vista operativo. Nella mia (non breve) esperienza parlamentare, ho trascorso una legislatura in Senato. Provenendo dalla Camera, ho trovato alcune differenze evidenti.

Agosto 2020

Calcolare al centesimo le imposte da pagare con un click e fare la denuncia dei redditi in pochi secondi con una App, grazie a un sistema di tassazione equo e a prova di  evasione. Rispetto al ginepraio di norme in cui i contribuenti italiani e un esercito di consulenti sono costretti oggi a districarsi per adempiere agli obblighi fiscali, per altro con scarsi risultati per l’Erario, sembra un sogno molto difficile da realizzare.

Luglio 2020

Nel disordine istituzionale in cui ci troviamo, è difficile capire se l’intervista rilasciata dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini rappresenti un’iniziativa personale di un importante funzionario pubblico, o sia indicativa di orientamenti che stanno maturando all’interno del Governo in cui la materia della riforma fiscale viene seguita direttamente dal Ministro Gualtieri. La proposta fondamentale di Ruffini consiste nella introduzione per le imprese di minori dimensioni di una imposta cash flow al posto delle attuali Irpef e Ires.

Giugno 2020

Negli ultimi giorni si è dibattuto molto sull’ipotesi di una riduzione dell’Iva per rilanciare i consumi e quindi il Pil, seguendo l’esempio tedesco. Molte sono state le obiezioni, pochi i consensi, anche se sembra che il Presidente Conte sia orientato ad insistere, magari soltanto per alcuni settori. In tempi normali, e, aggiungerei in Paesi normali, una riduzione secca di quantità rilevante, e sicuramente temporanea, potrebbe avere l’effetto di anticipare consumi che si sarebbero effettuati in tempi successivi e contribuire a creare un circolo virtuoso.

Giugno 2020

(Intervento pubblicato su www.Collettiva.it ) . Il problema posto dal documento di Archibugi, Pennacchi e Reviglio è importante e condivisibile. Si tratta di “non sprecare la crisi”. La tendenza ad utilizzare gli interventi pubblici a pioggia, dando soldi più o meno a fondo perduto alle imprese che ne facciano richiesta, riducendo le imposte, deregolamentando l’economia, comprimendo ulteriormente i salari (ridimensionamento del contratto nazionale), è evidente e, data l’inefficienza del settore pubblico, può avere successo.

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