Nelle settimane che hanno preceduto la pausa estiva, si è svolto in Italia un confuso dibattito in tema di evasione fiscale, argomento su cui prevale la tendenza ad eludere, rimuovere, sottovalutare, ignorare.
Nelle settimane che hanno preceduto la pausa estiva, si è svolto in Italia un confuso dibattito in tema di evasione fiscale, argomento su cui prevale la tendenza ad eludere, rimuovere, sottovalutare, ignorare.
DAL LIBRO: CONTRO LA SECESSIONE DEI RICCHI. AUTONOMIE REGIONALI E UNITA’ NAZIONALE
Di Gianfranco Viesti
Laterza, settembre 2023
Da tempo sindacati, Confindustria e più o meno tutti i partiti chiedevano un intervento di riduzione del cuneo fiscale e in particolare dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori, in modo da ottenere sia un aumento della retribuzione netta che una riduzione del costo del lavoro. Per quanto l’Italia in Europa si collochi solo al quinto posto per la dimensione del cuneo, dopo Belgio, Germania, Francia e Austria, l’intervento può essere considerato opportuno.
I media hanno dato ampio rilievo ai “successi” dell’agenzia delle Entrate nella lotta all’evasione nel 2022, anno in cui si sarebbero recuperati ben 20 miliardi di gettito evaso. Molti commentatori hanno sottolineato che l’Agenzia sarebbe in grado, grazie alle banche dati di cui dispone, di portare avanti il contrasto all’evasione e il recupero di gettito, come peraltro il Governo sostiene nella delega fiscale appena presentata. Vediamo di fare chiarezza.
Se si chiedesse a un osservatore esterno e imparziale di individuare le principali carenze del fisco italiano, con ogni probabilità indicherebbe i punti seguenti: L’enorme evasione fiscale che si presenta come fenomeno di massa che riguarda essenzialmente alcune categorie di contribuenti, come certificato dalle statistiche pubblicate annualmente dal Governo, che indicano come i lavoratori indipendenti e le piccole imprese non dichiarano percentuali comprese tra il 65 e il 70% dei loro redditi.
"LA STAMPA" 10 marzo 2023 - INTERVISTA DI ALESSANDRO BARBERA
ROMA «Alla mia età posso permettermi spassionati giudizi accademici», premette Vincenzo Visco, già ministro delle Finanze del governo Prodi e professore di Scienza delle Finanze.
E qual è il suo giudizio spassionato sulla riforma fiscale del governo Meloni?
«Non è una vera riforma. Legittima l'esistente, che è pessimo».
Di Giuseppe Pisauro - Presidente del Nens
Intervista a Repubblica Affari e Finanza 13 febbraio 2023
di Eugenio Occorsio
La vicenda delle accise conferma la scarsa consapevolezza dell'attuale governo su questioni rilevanti del nostro assetto istituzionale e sulle reali possibilità di riforma. I seguenti punti meritano di essere evidenziati. 1) Le accise non sono certo una peculiarità italiana, ma sono la modalità tradizionale con cui (da secoli) si applicano alcune imposte indirette e in particolare quelle sui grani e successivamente sugli oli minerali, gli spiriti, i tabacchi, ecc.
La legge di Bilancio 2023 lascia drammaticamente congelati tutti i nodi ereditati dal precedente governo, che ora sono destinati a ingarbugliarsi ancora di più con il deteriorarsi del quadro economico.
Per oltre 30 anni la questione fiscale è stata il fulcro della proposta politica delle destre in tutto il mondo. In via di principio, le destre vogliono poco Stato, pochi servizi, poco welfare, e quindi poche tasse. Cedono nel libero mercato e nella libertà d’ impresa, presentano la tassazione come una vessazione dei cittadini da parte dello Stato, delle burocrazie pubbliche, della sinistra. Le tasse devono quindi essere ridotte, soprattutto per i “ricchi” e le imprese, perché sono le imprese e i “ricchi” a produrre reddito, occupazione, benessere.
Intervista di Vincenzo Visco a Il Fatto quotidiano
di Antonello Caporale
Da Ilfattoquotidiano.it del sei dicembre 2022
Di Chiara Brusini
Una delle misure in apparenza più singolari, se non stravaganti, della legge di bilancio riguarda la tassazione delle mance, per le quali viene previsto un regime agevolato con tassazione onnicomprensiva del 5% ad opera del datore di lavoro, cioè il gestore del ristorante, del bar, ecc. Nella legislazione attualmente in vigore le mance vengono considerate un reddito come tutti gli altri, e quindi sono teoricamente soggette a tassazione in sede Irpef con le normali aliquote progressive previste per i redditi di lavoro.
L’estensione della flat tax per gli autonomi realizza una separazione netta tra il regime fiscale di lavoratori dipendenti e pensionati, da un lato, e lavoratori autonomi e professionisti, dall’altro. Un caso limite di trattamento fiscale preferenziale nel panorama dei paesi avanzati