Articoli di Vincenzo Visco

Luglio 2021

Difficile trovare la consapevolezza dei problemi sollevati dalla globalizzazione e dalla pandemia nel testo sulla riforma fiscale approvato dalle Commissioni parlamentari. Per il governo si preannuncia un passaggio delicato.
L'intervento di VincenzoVisco pubblicato su Il Sole 24 Ore del 14 luglio 2021.
 

Luglio 2021

È superfluo sottolineare l’importanza della riunione del G20 Economia in corso all’Arsenale di Venezia nella quale si affronterà il problema della tassazione delle grandi imprese multinazionali. Se ne parla da molti anni, ma solo l’accelerazione imposta della professoressa Yellen, segretaria al Tesoro, e dagli Stati Uniti ha sbloccato una situazione che procedeva tra mille difficoltà. Un accordo di massima sui principi è già stato raggiunto tra 130 Paesi su 139.

Giugno 2021

Le due soluzioni di riforma dell'Irpef, una basata su tre aliquote e l'altra su funzioni continue calcolate su diversi minimi imponibili, su cui starebbe lavorando il governo, presentano alla prova dei conti ancora molte incongruenze nell'andamento delle aliquote effettive prodotte, rispetto agli obiettivi. Il risultato è ben diverso da quello apparente e rischia di cristallizzare invece che sciogliere il nodo dell'attuale grave  iniquità nella ripartizione del carico fiscale tra dipendenti, pensionati e autonomi.

Giugno 2021

Entro la fine del mese di luglio il governo si è impegnato a presentare in Parlamento una legge delega sulla riforma fiscale. Si è deciso così di seguire una procedura diversa da quella inizialmente annunciata, e di acquisire (giustamente) la documentazione presentata da esperti nelle audizioni tenute presso le commissioni finanze congiunte di Camera e Senato. Al tempo stesso i partiti hanno propri documenti e proposte la cui lettura, salvo un paio di eccezioni, è un'esperienza fortemente deludente per la scarsa consapevolezza dei problemi che esse presentano. Può quindi essere utile ricord

Giugno 2021

Non c’è dubbio che il sistema fiscale italiano necessiterebbe di una riforma incisiva. Ma nel dibattito in corso non sembra vi sia la consapevolezza dei problemi reali da affrontare. Anche perché la ricerca della popolarità a tutti i costi impedisce di affrontare le questioni politicamente più delicate (eppure più utili al Paese). Si rischia così di perdere un’occasione storica per riformare il nostro sistema fiscale, per renderlo a un tempo più moderno e più giusto.

Maggio 2021

Al di là del merito, mi sembra che la recente polemica che ha investito il ministro Orlando sollevi alcuni problemi di carattere istituzionale che è bene prendere in considerazione.

Maggio 2021

di Vincenzo Visco

Tutti (o quasi) i sistemi fiscali evoluti prevedono un’imposta sulle successioni (e donazioni), cioè sui trasferimenti patrimoniali in caso di morte, o tra vivi (a fini antielusivi). In Italia, l’imposta è oggi particolarmente tenue: il 4% per i lasciti superiori a un milione di euro a favore di figli, genitori, nipoti, più il coniuge; 6% tra fratelli per patrimoni superiori a 100.000 euro; 6% per gli altri parenti, 8% negli altri casi. In molti altri Paesi, le aliquote (almeno quelle formali) risultano essere molto più elevate, e così il gettito.

Maggio 2021

Vi è un’ampia concordanza sul fatto che il sistema fiscale italiano necessiti di una revisione complessiva. Del resto sono passati oltre 20 anni dall’ultima riforma organica, quella Visco del 1996-2000, che a sua volta interveniva dopo più di 20 anni dalla riforma Cosciani-Visentini del 1973. I tempi sono quindi maturi.

Maggio 2021

Le reazioni sostanzialmente isteriche che hanno accompagnato la modesta proposta di Letta sull’imposta di successione, è di grande interesse sul piano politico, e molto istruttiva da diversi punti di vista. In effetti Letta è il primo segretario de Pd che ha il coraggio di proporre un aumento di tassazione esplicitamente collegato a un processo di redistribuzione: dai defunti ricchi, ai giovani. Se riferita all’intero sistema fiscale si tratta di un intervento marginale, poco rilevante, salvo per i ricchi veri.

Maggio 2021

Numerose e autorevoli sono le adesioni di economisti e cattedratici italiani che continuano a pervenire al Nens, dopo la pubblicazione della lettera-appello inviata a Mario Draghi e firmata da Romano Prodi e Vincenzo Visco. 

Ecco i nomi degli aderenti nell'ordine in cui ci sono pervenuti: 

Roberto Artoni       Professore emerito Scienza delle Finanze - Università Bocconi Milano

Nadia Urbinati       Professoressa di Scienze politiche - Columbia University di New York

Innocenzo Cipolletta   Economista – Presidente Assonime

Maggio 2021

L’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi e l’ex ministro delle Finanze e del Tesoro, Vincenzo Visco, hanno inviato una lettera a Mario Draghi in qualità di presidente di turno del G 20, chiedendo di supportare la riforma della tassazione delle multinazionali attualmente in discussione in sede Ocse.

Maggio 2021

"Da noi il presidente degli Stati Uniti passa per un radicale ma non fa che interpretare lo spirito del tempo, la sua proposta di una minimun tax sulle multinazionali ha dato una scossa a un dibattito che langue da più di dieci anni in sede Ocse, si svegli anche la sinistra nel nostro paese".

L'intervista integrale al Fatto Quotidiano 

 

Maggio 2021

Tra le richieste che la Commissione Europea ha fatto al Governo italiano vi è quella di procedere speditamente alla riforma fiscale. In conseguenza il premier ha annunciato che entro luglio sarà presentata una legge delega in proposito. Questa decisione appare in contrato con l'ipotesi, avanzata da Draghi nel corso della discussione sulla fiducia, di costituire una commissione di studio, come la Cosciani-Visentini che portò alla riforma del 1973 e riorganizzò l'intero sistema tributario.

Aprile 2021

Per comprendere la rilevanza dell’eventuale adesione del G20 alle proposte Ocse in materia di tassazione delle multinazionali, ora sostenute anche dagli Usa, è utile riprendere i dati presentati dall’associazione globale Tax Justice Network nel suo rapporto sul 2020, nel quale vengono utilizzati per la prima volta i dati che l’Ocse è riuscita ad ottenere dalle principali società multinazionali relativi alla distribuzione della loro attività tra i diversi Paesi.

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