EVASIONE, I DATI DEL GOVERNO CONFERMANO LE STIME DI NENS. ALMENO 5,5 MLD DI MAGGIORE EVASIONE DELL’IVA NEL 2008

Marzo 2009
Il Dipartimento delle Finanze ha da poco pubblicato il Bollettino delle Entrate tributarie relativo al 2008. Utilizzando questi dati insieme con quelli sul Pil appena forniti dall’Istat si ricava facilmente la conferma a quanto Nens ha già avuto modo di sottolineare in precedenza: nel 2008 c’è una consistente ripresa dell’evasione, valutabile in non meno di 5,5 miliardi di euro per la sola Iva e quindi compatibile con una stima di 6-7 miliardi di maggior evasione complessiva.
Più precisamente, se concentriamo l’attenzione sull’Iva, un tributo che per ampiezza della base imponibile e stabilità dell’aliquota effettiva si presta particolarmente bene ai confronti tra anni diversi, il Bollettino ci informa che nel 2008, rispetto al 2007, il gettito al netto delle compensazioni si è ridotto del 4,9% a fronte di una crescita del Pil nominale e delle sue voci principali (consumi ed investimenti). Nel 2007, invece, tale gettito era cresciuto del 4,1% rispetto al 2006. Utilizzando i dati relativi al 2006 è quindi possibile ricostruire i flussi effettivi di gettito dell’Iva al netto delle compensazioni per il triennio 2006-2008. Il confronto di questi gettiti con la base imponibile ipotetica dell’Iva, data dalla somma del PIL con le importazioni nette, è particolarmente significativo, visto che nel periodo 2006-2008 l’aliquota effettiva dell’Iva è presumibilmente rimasta identica o è variata di poco. Ed è proprio da questo confronto che è possibile quantificare in circa 35 punti-base di base imponibile, ovvero poco meno di 5,5 miliardi di euro, la maggior evasione dell’Iva tra il 2007 e il 2008.
 
Il confronto tra il 2007 e il 2008
 
Nella successiva Tabella 1 vengono ricostruiti, sulla base delle informazioni fornite dal Dipartimento delle Finanze per il 2007 e per il 2008, e dei dati noti relativi al 2006, i flussi di gettito dell’Iva sugli scambi interni al lordo e al netto delle compensazioni.
 
Tabella 1: gettiti Iva su scambi interni, al lordo e al netto delle compensazioni 2006-2008 (mln €)
 
2006
2007
2008
gettito iva lordo da scambi interni
101.028
106.311
103.438
variazione su anno prec.
-
+5,23%
-2,7%
compensazioni (stime)
16.000
17.797
19.261
gettito iva da scambi interni al netto compensazioni
85.028
88.514
84.177
variazione su anno prec.
 
+4,1%
-4,9%

 

La base imponibile teorica dell’Iva è sostanzialmente approssimabile come somma del PIL e delle importazioni nette (importazioni meno esportazioni). D’altronde, l’Iva è dotata di una sua stabilità, per cui l’aliquota effettiva può essere considerata sostanzialmente stabile su periodi molto brevi come un triennio. Ne segue che il rapporto tra il gettito netto dell’Iva e sua base imponibile teorica dovrebbe essere costante se la propensione all’evasione non cambia nel periodo considerato. Al contrario, una riduzione (aumento) del rapporto è indice di un aumento (riduzione) dell’evasione. I dati per il periodo 2006-2008 sono piuttosto eloquenti (ved. Tabella 2).
 
Tabella 2: stime variazioni evasione nel periodo 2006-2008 (mln €)
 
2006
2007
2008
Gettito Iva
115.477
120.703
118.812
Compensazioni (stime)
16.000
17.797
19.261
Gettito Iva al netto compensazioni (GN)
99.477
102.906
99.551
BIT=PIL+M-X
1.498.624
1.548.475
1.580.284
GN/BIT
6,64%
6,65%
6,30%
Riduzione (-) o aumento (+) evasione
 
-120
5.469

 

La prima riga della Tabella 2 riporta il gettito al lordo delle compensazioni così come comunicato dal Dipartimento delle Finanze. La seconda riga riporta le stime delle compensazioni ottenute nella Tabella 1, sempre a partire dai dati comunicati dal Dipartimento. Il gettito dell’Iva al netto delle compensazioni, riportato nella terza riga, è semplicemente pari alla differenza dei due importi precedenti. Nella quarta riga è indicata la base imponibile teorica dell’Iva, data dalla somma del PIL e del saldo tra importazioni ed esportazioni, come si evidenzia dai dati comunicati dall’Istat il 12 marzo del 2009. I dati fondamentali per la stima dell’evasione sono contenuti nelle ultime due righe della Tabella 2. La quinta riga è ottenuta rapportando il gettito dell’Iva al netto delle compensazioni alla base imponibile teorica. Come si può osservare, questo rapporto è stato pari al 6,65% nel 2007 (sostanzialmente analogo al 2006) mentre si è ridotto al 6,3%, cioè di circa 35 punti base, nel 2008. La variazione può apparire modesta, ma va considerato che essa si applica ad una base imponibile molto ampia e che, in termini monetari, essa vale 5,5 miliardi di euro. Infatti, se il rapporto tra GN e BIT fosse stato pari, come nel 2006 e nel 2007, al 6,65%, il gettito netto dell’Iva avrebbe dovuto superare i 105 miliardi di euro.

 
Conclusioni
 
Il fatto che il gettito dell’Iva sia fortemente calato nel 2008, pur in presenza di un aumento del PIL, e data la sostanziale invarianza della strutture delle aliquote non è spiegabile, con le informazioni disponibili, se non con un aumento dell’evasione. I dati qui presentati considerano solo le compensazioni. In effetti, la vera e propria Iva di competenza economica dovrebbe essere calcolata sottraendo all’Iva lorda non solo le compensazioni ma anche i rimborsi e le variazioni nello stock dei crediti. Data la naturale correlazione tra le poste, è nostra convinzione che includendo questi dati la situazione peggiorerebbe ulteriormente evidenziando una riduzione dell’Iva di competenza economica ancora maggiore. Tuttavia il governo, che è in possesso di tutti i dati necessari, potrebbe soddisfare questa curiosità rendendo disponibili le serie storiche complete (oggi aggiornate al 2002) in modo da fornire alla collettività una misura trasparente dell’evasione dell’Iva fino ad oggi. L’occasione potrebbe essere la presentazione della Relazione sulla lotta all’evasione, prevista come obbligo di legge dalla legge finanziaria per il 2007 e attesa entro il 30 Settembre del 2009. La mancanza di risposte convincenti e documentate equivarrebbe ad un’implicita ammissione di impotenza di fronte all’aumento dell’evasione o, addirittura, ad una sua surrettizia approvazione da parte del governo.

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