Iva: serve l' aliquota unica, una proposta per il conte bis (Il Sole 24 Ore)

Autore/i: 
Ottobre 2019

L' imposta sul valore aggiunto nel nostro Paese è (sostanzialmente) organizzata su tre aliquote: 4, 10 e 22, l' aliquota media effettiva risulta lievemente inferiore al 15%. Tuttavia se si utilizzasse questa aliquota media come aliquota unica con cui applicare l' imposta, si otterrebbe un gettito non eguale a quello attuale, bensì superiore di 8-10 miliardi. La ragione è che scomparirebbe l' evasione che oggi si concretizza lungo la filiera produttiva, utilizzando opportunamente la mancata dichiarazione di una parte del valore aggiunto effettivo e la differenza delle aliquote (arbitraggio). In sostanza nell' evadere l' imposta, i contribuenti utilizzano comunque per quanto possibile gli acquisti con aliquota ordinaria a monte e quelli con aliquota ridotta a valle. Ciò risulta chiaramente dal fatto che l' evasione della base imponibile risulta inferiore a quella della imposta. L' aliquota unica eliminerebbe questa differenza e le due percentuali verrebbero a coincidere. Ciò significa anche che l' entità del recupero potrebbe essere stimata in modo certo. Se l' unificazione dell' aliquota venisse introdotta a parità di gettito per l' erario, il beneficio del recupero dell' evasione si trasferirebbe direttamente a beneficio dei consumatori, ma basterebbe applicare una aliquota lievemente più elevata per acquisirlo allo Stato e utilizzarlo per la riduzione di altre imposte. Per esempio come fonte di finanziamento per il taglio del cuneo fiscale. Se politicamente l' aliquota unica risultasse improponibile perché considerata regressiva (ma su questo aspetto si potrebbe discutere a lungo), si potrebbe pur sempre ricorrere a un intervento più limitato. Per esempio mantenendo l' aliquota del 4% sui beni di consumo e sulle prime case, e quella del 10% sulle seconde case, e unificando tutte le altre al 17% (circa) il recupero di evasione rimarrebbe molto consistente. Altre combinazioni potrebbero essere immaginate, ma sarebbe necessaria consapevolezza e capacità di tenuta di fronte a polemiche e strumentalizzazioni: se l' evasione recuperata fosse utilizzata per ridurre il cuneo fiscale (riducendo l' Irpef o i contributi a carico dei lavoratori) il beneficio netto sarebbe rilevante per gran parte dei contribuenti, e ci sarebbe poco da polemizzare. Un' altra fonte di finanziamento a breve potrebbe essere individuata nella revisione della misura più scandalosa presa dal Governo giallo-verde lo scorso anno, vale a dire il forfait che ha di fatto legalizzato l' evasione abituale di decine di migliaia di contribuenti, creando una grave disparità di trattamento con i lavoratori dipendenti con lo stesso reddito, ha creato decine di migliaia di false partite Iva, stimolando al tempo stesso nuova evasione (valutabile in 3-5 miliardi a regime) dal momento che i forfettari vengono trattati come se fossero consumatori finali, e quindi non sono tenuti alla conservazione delle fatture né alla loro trasmissione all' Agenzia delle entrate. Il forfait andrebbe riportato ai suoi livelli fisiologici che a rigore dovrebbero essere inferiori anche ai 30mila euro stabiliti dal Governo Renzi. Per avere un senso il limite del forfait, e il confronto con gli altri contribuenti, andrebbe sempre fatto con i livelli di retribuzione lorda dei dipendenti meno pagati, e i forfettari dovrebbero mantenere gli adempimenti Iva, anche se a loro potrebbe essere garantito lo stesso beneficio previsto per l' agricoltura attraverso le cosiddette aliquote di compensazione che ridurrebbero l' incidenza dell' imposta e incentiverebbero la fatturazione. Andrebbe in ogni caso soppressa l' estensione del forfait fino a 100mila euro prevista per il 2020. In questo modo si potrebbero recuperare alcuni miliardi ulteriore sempre da utilizzare per la riduzione di tasse o contributi. È del tutto illusorio infatti pensare di riuscire a ridurre le tasse senza al tempo stesso eliminare privilegi ingiustificati ed evasione di massa. Per quanto riguarda l' evasione la fatturazione elettronica va estesa a tutti i contribuenti, forfettari compresi, vanno introdotte sanzioni ragionevoli e credibili e rafforzati i controlli dell' amministrazione. In cambio i contribuenti potrebbero essere esentati dalla tenuta della contabilità Iva. L' estensione della tracciabilità dei pagamenti ai corrispettivi e ai compensi professionali deve essere attuata senza indugio. Inoltre andrebbero reintrodotte forme di tracciabilità dei pagamenti come quella relativa agli affitti (inopinatamente soppressa dal Governo Renzi), e limitato l' uso del contante portando il limite al livello della banconota di valore più elevato oggi in circolazione: 500 euro. Ulteriori misure di contrasto all' evasione potranno essere studiate e introdotte in tempi successivi. Le proposte non mancano. 

Area Tematica: 

Leave a comment

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare se sei un visitatore umano.
3 + 4 =
Risolvi questo semplice problema matematico e inserisci il risultato. Esempio: per 1 + 3 inserisci 4.