Flat tax: disparità di trattamento brutale senza nessuna giustificazione

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Dicembre 2022

Per oltre 30 anni la questione fiscale è stata il fulcro della proposta politica delle destre in tutto il mondo. In via di principio, le destre vogliono poco Stato, pochi servizi, poco welfare, e quindi poche tasse. Cedono nel libero mercato e nella libertà d’ impresa, presentano la tassazione come una vessazione dei cittadini da parte dello Stato, delle burocrazie pubbliche, della sinistra. Le tasse devono quindi essere ridotte, soprattutto per i “ricchi” e le imprese, perché sono le imprese e i “ricchi” a produrre reddito, occupazione, benessere. Questa visione è tipica anche della destra italiana che tuttavia la declina essenzialmente come comprensione e sostegno nei confronti dell’evasione fiscale in tutte le sue forme, e nella tassazione preferenziale dei suoi elettori. Ciò è evidente nelle misure assunte nel limitato settore degli interventi della legge di bilancio non condizionati dalla crisi energetica: 10 condoni, non punibilità, poi rientrata, del mancato uso del Pos, aumento del contante, flat tax varie…
 
In sostanza, quello che viene manifestato, espresso ed attuato, è una sorta di rivalsa legislativa degli underdogs pieni di livore e rancore, contro lo Stato, la legge e l’ordine, come se le leggi in vigore fossero state elaborate in passato solo per penalizzare gli interessi che oggi la destra ritiene di rappresentare: un approccio eversivo e di rivalsa tanto pericoloso quanto infondato. La misura più significativa in proposito è l’estensione a 85 mila euro del limite di fatturato per l’utilizzo del regime forfettario per gli autonomi, già fissato al livello esorbitante di 65 mila euro. Si tratta di un vero e proprio scandalo, tuttora sottovalutato nel suo significato e nelle sue implicazioni. Per esempio, già oggi a un livello di reddito effettivo di 35 mila euro, a causa del forfait di cui beneficiano gli autonomi, un lavoratore dipendente paga 2600 euro di imposte in più e un pensionato 4500 euro in più. Con l’estensione a 85.000, il guadagno di un autonomo a livelli di reddito più elevati può facilmente raggiungere 7-10.000 euro. Una disparità di trattamento brutale, senza nessuna giustificazione possibile o plausibile.
 
Si tenga poi presente che i beneficiari della misura sono i responsabili della quasi totalità dell’evasione fiscale in Italia. Secondo le stime ufficiali, infatti, i potenziali beneficiari della flat tax evadono in media il 65-70% dei loro redditi, oltre l’Iva. Quindi il limite di fatturato di 85.000 euro corrisponde in realtà a un fatturato medio effettivo di quasi 150.000. Si consideri infine che chi aderisce al forfait non paga l’Irpef, l’Iva, ma neanche l’Irap, e le addizionali regionali e comunali, e quindi non è chiamato a contribuire alle spese per i servizi che ottiene, a cominciare dalla sanità. C’è da restare senza parole, ma le reazioni che ci sono state finora, sono state del tutto insufficienti.
 

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