Abolizione delle norme antievasione: Le “perplessità” della Corte dei Conti

Gennaio 2009
Abolizione delle norme antievasione
Le “perplessità” della Corte dei Conti
 
La “Relazione sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relative alle leggi pubblicate nel quadrimestre maggio-agosto 2008” predisposta dalle sezioni riunite della Corte dei Conti, contiene un passaggio che merita la nostra segnalazione: viene espressa, infatti, argomentata “perplessità” sulla soppressione di alcune norme antievasione introdotte dal precedente governo.
 
Il testo (riportato integralmente nella nostra sezione “Documenti”), alle pagine 8 e 9, così si esprime:    
 
“Perplessità possono tuttavia insorgere con riguardo a due aspetti. Il primo attiene al modo piuttosto sommario con il quale le quantificazioni sembrano essere state effettuate, soprattutto in relazione al previsto raddoppio degli effetti da un anno all’altro. Il secondo attiene alle conseguenze che alcune delle c.d. semplificazioni potranno avere, non solo sui comportamenti dei contribuenti, ma anche sulla possibilità per gli uffici di acquisire gli indispensabili mezzi di prova. Ciò riguarda, in particolare, la soppressione dell’appena reintrodotto obbligo di allegazione alla dichiarazione Iva degli elenchi clienti/fornitori, che, peraltro, in ragione dell’ormai generalizzata informatizzazione nella tenuta delle contabilità, non avrebbe provocato particolari complicazioni gestionali ed oneri aggiuntivi ai contribuenti. Ma riguarda, altresì, l’abrogazione di altre norme, anch’esse da poco introdotte, in materia di limitazione dell’uso di contanti e di assegni, di tracciabilità dei pagamenti e di tenuta da parte dei professionisti di conti correnti dedicati.
Tali misure sembrano rispondere alla impostazione di fondo che punta a promuovere lo sviluppo rimuovendo vincoli e adempimenti ritenuti non essenziali, che appesantirebbero i costi e intralcerebbero l’operatività delle imprese. Sussistono peraltro perplessità sulla coerenza fra queste misure e quelle di intensificazione e di migliore messa a punto delle strategie di contrasto all’evasione.
A proposito del maggior gettito derivante dalla lotta all’evasione va naturalmente richiamato quanto dalla Corte ribadito anche di recente in sede di esame del rendiconto 2007, a proposito delle difficoltà di misurazione ex post dei risultati conseguiti e della prudenza, quindi, con la quale gli importi stimati vanno portati a copertura di spese permanenti.
Va altresì segnalata la mancata presentazione, entro il 30 settembre, della relazione al Parlamento alla quale il Governo è annualmente tenuto per dar conto dei risultati di gettito del contrasto all’evasione”.

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